Made in China. Il passo del Gigante

Il passo del Gigante – The Economist

Usa_China.xlsx 

Fonte dati: http://www.levyinstitute.org/

Chiacchiera da bar:
La microindustria cinese è stata fra le primissime ad essersi affermata nelle principali città occidentali, importando un vero e proprio modello di business, il negozio-casa e la fabbrica-dormitorio.

Facciamo un piccolo salto in avanti, qualcuno conosce il sito goofynomics e il motivo del suo curiosio nome?
Ve lo dico subito, citando il Professor Bagnai, coautore del sito indicato:
Ciò che è una salita vista da me, è una discesa vista dall’uomo in cima, questa è la scoperta logica di Pippo (goofy=Pippo eco-nomics).
Cosi la svalutazione dell’€ è una rivalutazione del $, le maggiori esportazioni del paese Cina in parte sono maggiori importazioni del paese Italia, etc.

Quindi, stiamo iniziando a capire che il successo di negozi casalinghi, tessuti, palloni, parrucchieri low low cost, etc significa che qualcun altro ha perso quote di mercato e spesso il divario è insanabile (chiamiamolo gap concorrenziale).

Chi è interessato alla politica economica, conosce o apprenderá che i gap di questo tipo possono essere aggrediti in tre modi:

1) svalutazione della moneta nazionale propria;
2) imposizione di vincoli normativi ed economici di tipo protezionista;
3) aumento della produttività casalinga finalizzata a ridurre il costo dei prodotti e allinearlo a quello dei concorrenti, alternativamente riduzione del margine di profitto.

Vi farà piacere sapere che di questi strumenti, possiamo usarne solo mezzo.

Approfondiamo:
L’euro non è svalutabile al momento, e rappresenta uno standard di qualità alto per sistemi economici disomogenei sotto questo punto di vista.
Ricorderete tutti il picco che ha toccato mesi fa a 1,3990 contro il dollaro.
Ogni paese Ue ha un tasso di cambio ottimale, visto che parliamo di stime inferenziali, quindi numeri mezzi inventati, banalizziamo dicendo che serve un tasso di cambio elevato per i paesi più forti economicamente e più basso per quelli più arretrati.
Volete due numeri?
1,44 e 1,28 (sempre tassi nominali contro USD)

Essendo una variabile, con buona approssimazione, esogena, a noi paesi del sud Europa toccherà recuperare terreno sulla competitività senza poter chiedere direttamente di svalutare.

PICCOLO INCISO.
In merito a questo, i partiti antieuro sfruttano la disperazione dei popoli credendo che abbandonando l’euro non peggiori addirittura la situazione, ma conosciamo tutti il livello culturale dei nostri politici, quindi era già preventivabile come cosa.

Le regole sul libero mercato e l’adesione al WTO hanno “risvegliato il gigante”, questo significa che hanno dato la spinta propulsiva finale alla macchina da guerra di Mao, che come è noto ha fatto di un popolo di contadini, un modello di business vincente, seppur questa vittoria sul ring dei grandi paesi nasconde le condizioni di vita estreme in cui versano bambini sfruttati e persone che non conoscono diritti.

Col Surplus, costoro hanno acquistato governativi Usa, i famosi quanto difficilmente prezzabili T-Bond, per mantenere un certo potere politico nel mondo e tenere sotto ricatto gli stessi debitori: se il governo cinese, ancor meglio se congiuntamente al governo russo, scaricassero in blocco i Tbond questi potrebbero causarne molto probabilmente il default.

Cosa aspettarsi?

Io personalmente credo che le aspettative saranno convalidate, ovvero alle fine di quest’anno effettivamente il Pil cinese sarà maggiore di quello Usa, nella peggiore delle ipotesi lo diverrà con lieve ritardo.
D’altra parte mi aspetto anche delle contro mosse, perché è impensabile che il leader mondiale del capitalismo possa vacillare sotto l’attacco di un comunismo capitalista, o forse sì?
Credo che per rispondere a questa domanda si debba ripartire dal tema di partenza, la produttività.

Ricordiamo che
PIL = POPOLAZIONE x PRODUTTIVITÁ

Stavolta voglio essere schietto e semplicista, e affermare solo che chi farà le scelte strategiche non dovrà mai prescindere da queste due variabili, per chiudere il quadro vi allego un file excel con 4 numeri semplici che possono dirci dove stiamo andando.

Usa_China.xlsx 

Fonte dati: http://www.levyinstitute.org/

 

Federico Fois

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